L’angolo delle curiosità. Pier Paolo Pasolini

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Niente avviene per caso, ogni cosa anche minima può e deve essere spiegata all’interno di una logica. (Pier Paolo Pasolini)                                                                                                        Lo scrittore, cineasta e poeta Pier Paolo Pasolini ha riflettuto sul rapporto tra l’uomo e il potere nelle sue varie e infinite accezioni: antropologiche, economiche, religiose e culturali.

         Il primo grande trauma della vita di Pier Paolo Pasolini è stato la morte del fratello minore Guido, partigiano cattolico morto nell’eccidio di Porzus (febbraio 1945) per mano dei partigiani comunisti che combattevano per l’annessione del Friuli alla Repubblica iugoslava di Tito.

         Nonostante l’uccisione del fratello Guido, da parte dei partigiani, Pier  Paolo Pasolini si iscrisse al Pci partecipando attivamente alla vita del partito: segno del suo pur tormentato e contraddittorio comunismo.

         Il Friuli per il giovane Pasolini ha rappresentato il «luogo  dell’anima» per la scoperta del mondo contadino e popolare. Non a caso la prima opera pasoliniana pubblicata è stata la raccolta di versi in friulano Poesie a Casarsa.

         Nella formazione del futuro scrittore importante è stata la città di Bologna, dove ha frequentato il liceo classico Galvani e poi la facoltà di Lettere dell’Alma Mater.

         Il giovane Pier Paolo Pasolini, studente all’Università di Bologna, ha avuto rapporti con il fascismo perché ha scritto articoli per Architrave, rivista del gruppo universitario fascista (Guf) ed è stato redattore capo del Setaccio organo della Gioventù italiana del Littorio (Gil).  La collaborazione con queste testate non testimonia di per sé una particolare adesione al fascismo, perché tutti in qualche modo erano “fascisti”.  Essendo nato nel 1922 l’intero suo percorso formativo si è svolto sotto la dittatura che significava “pensiero unico”; quale altra possibilità di scelta avevano i giovani di allora, in molti casi acriticamente, alla sola “offerta” possibile ideologico-politica in quel tempo?

         Pier Paolo Pasolini ha scritto in Descrizioni di descrizioni: Il fascismo ha un fascino che finora nessuno ha mai voluto non solo ammettere, ma neanche osservare imparzialmente. Esso è stato il “male” in un universo in cui il “bene” era in realtà invincibile. Esso ha profanato qualcosa che non era profanabile». Ha aggiunto inoltre:« Il fascismo classico è per sua natura conservatore: ha la retorica dei buoni sentimenti e del passato, ha la mania del cosiddetto ordine».

         Secondo il poeta e scrittore Pier Paolo Pasolini «Le canzoni hanno il potere arditamente poetico di rievocare un tempo perduto». Inoltre secondo il cineasta, «poiché il cinema non è solo un’esperienza linguistica, ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un’esperienza filosofica».

       Per lo scrittore Pier Paolo Pasolini «Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia».

         Per Pier Paolo Pasolini «Puoi leggere… e sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura» E «Quando il nuovo mondo della cultura non esiste, c’è solo cultura senza mondo, dunque cultura di morte, cultura della droga».


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