Lettera aperta a Veolia e Acqualatina dal noto diplomatico professo Emilio Iodice, che dice no al dissalatore a cala dell’acqua

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DAL SITO INTERNET PONZA RACCONTA
di Emilio Iodice – Traduzone di Silverio Lamonica
A:
Antoine Frérot Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Veolia
Estelle Brachlianoff Chief Operating Officer
Philippe Guitard Vice Presidente Senior Executive per l’Europa centrale e orientale
Michele Lauriola Presidente di Acqualatina SpA
Marco Lombardi Amministratore Delegato
Lettera aperta al Presidente e ai dirigenti del Gruppo Veolia, partner di Acqualatina e al Presidente e Amministratore Delegato di Acqualatina SpA
Caro Signor Frérot,
la scorsa estate, come in ogni periodo estivo, sono andato a fare il bagno in uno dei luoghi più incantevoli della terra. Cala dell’Acqua è una piccola baia dell’isola di Ponza. Era agosto. Centinaia di donne, uomini e bambini prendevano il sole e nuotavano nell’acqua turchese. Nelle vicinanze, erano ancorati yacht bellissimi.
Decine di persone lavoravano per fornire i servizi in un luogo vitale per la loro sopravvivenza e il loro benessere.
Tra i bagnanti che si rilassavano sulle sedie a sdraio e sotto gli ombrelloni, iniziò la seguente conversazione: “Non è un giorno glorioso? Non siamo fortunati ad avere la possibilità di venire in questo posto magnifico, per goderci i doni della natura?” chiese un turista.
Un altro rispose preoccupato: “Questo è l’ultimo anno in cui possiamo nuotare qui”.
“Cosa vuoi dire?” chiese qualcuno, mentre un gruppo di persone cominciava a riunirsi ad ascoltare.
“Acqualatina costruirà presto un impianto di desalinizzazione proprio qui. L’area sarà chiusa. Non potranno mai permettere la presenza di turisti e di barche da diporto in una zona che ospita macchinari complessi. Uno dei luoghi più attraenti della terra sarà distrutto” disse.
“Ma l’Azienda fa parte del Gruppo Veolia, che opera in tutte le parti del mondo. È un’azienda seria. Portano acqua pulita nelle case delle persone che non l’hanno mai avuta prima. S’impegnano a migliorare l’ambiente, non a distruggerlo. Non posso credere che farebbero una cosa del genere. Sono sicuro che a Ponza possono trovare un altro sito con danni minori per l’ecosistema” dichiarò un ingegnere.
“A Ponza, questo è l’unico posto dove possiamo portare le persone costrette a stare su sedie a rotelle, a fare il bagno. Nessuno distruggerebbe un’opportunità tanto meravigliosa, per le persone svantaggiate. Sono certa che Acqualatina troverà un posto diverso per il progetto” replicò una persona che vive in una casa nelle vicinanze.
“Certo che possono!” insistette un altro. “Ma qui c’è una centrale elettrica illegale, destinata a fornire energia all’impianto di desalinizzazione. Doveva essere smantellata anni fa. Brucerà innumerevoli barili di gasolio per alimentare l’impianto. Saranno pompate nell’aria e gettate nella baia tonnellate di rifiuti, pieni di sostanze chimiche, le quali inquineranno l’aria!” esclamò.
“So di cosa sto parlando” insistette. “Ho letto le relazioni delle Agenzie delle Nazioni Unite sui rifiuti tossici prodotti da questi progetti nel Mediterraneo” sottolineò.
“Non sono contrario alla desalinizzazione dell’acqua per quest’isola” commentò un medico “Tuttavia, so che può essere realizzato in un altro sito con energia rinnovabile e i rifiuti dell’impianto possono essere gestiti in modo sicuro. L’isola è enorme e ci sono molti luoghi dove può essere istallato, ma non a Cala dell’Acqua” disse il dottore, che si trovava all’ombra di un’antica, magnifica fortezza papale, che domina la baia incontaminata.
“Questo è il sito di una vecchia miniera di bentonite che dev’essere recuperato. Il terreno richiede la pulizia dalle sostanze chimiche tossiche, lasciate dalla miniera. Questo è il motivo per cui è stralciata come zona; qui non si può costruire nulla, fino a quando non sarà redatto un piano particolareggiato, per recuperare l’intera area a beneficio della comunità. Se vi aggiungiamo l’impianto di desalinizzazione e la centrale elettrica rimane, l’area diventa, di fatto, una zona industriale e viene distrutta ogni possibilità di creare un bellissimo villaggio turistico, con relative attrezzature adeguate, che fornirebbe posti di lavoro a centinaia di famiglie sull’isola” sottolineò un geometra che conosceva bene la zona.
“Siamo clienti di Acqualatina” disse un abitante di Ponza. “La distruzione di questa parte dell’isola si ripercuoterà negativamente su migliaia di persone” disse. “Sono sicura che se facciamo appello ai vertici di Aqualatina e Veolia, ci sarà da parte loro un cambiamento di rotta” sottolineò una signora che aveva raccolto centinaia di firme in tutta l’isola, per una petizione al sindaco di Ponza, affinché bloccasse il progetto.
“Cosa sta facendo il Comune al riguardo?” chiese un turista. “Il nostro sindaco è contrario al progetto e vuole che la struttura sia trasferita. È preoccupato per l’impatto sulle famiglie che vivono nella zona e per i problemi di igiene e di sanità pubblica che si sono creati e che vanno superati, rimuovendo i rifiuti tossici dalla zona, prima di qualsiasi altro intervento. Siamo certi che farà tutto il possibile per convincere Aqualatina a cambiare i propri piani” spiegò una donna che lavora a Cala dell’Acqua.
Signor Frèrot, Signor Lauriola, Signor Lombardi, riesaminate – per favore – la vostra strategia. Il popolo di Ponza che ha contestato il progetto a Cala dell’Acqua, sosterrà un impianto di desalinizzazione altrove, soprattutto se si utilizzerà energia rinnovabile e si spiegherà chiaramente che i rifiuti dell’impianto saranno smaltiti, nel rispetto delle norme ambientali.
Potrebbe essere un modello per altri progetti, prevedibili in altre parti del mondo.
Mi sono ispirato alle parole adottate dal vostro Consiglio di Amministrazione e presentate all’Assemblea Annuale degli azionisti del 18 aprile 2019:
Lo scopo di Veolia è quello di contribuire al progresso umano, impegnandosi fermamente a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, fissato dalle Nazioni Unite, per raggiungere un futuro migliore e più sostenibile per tutti. È con questo obiettivo in mente che Veolia si pone il compito di “Fornire risorse al mondo”, attraverso la propria attività di servizi ambientali.
Questa lettera è un appello, affinché ascoltiate le voci dei vostri clienti e di coloro che utilizzano i vostri servizi durante la stagione turistica e che amano e rispettano l’ambiente quanto voi.
Sono fiducioso che, con un’adeguata riflessione, Lei e i nostri funzionari pubblici locali lavorerete insieme per fare ciò che è più opportuno per la vostra azienda e per le persone che servite in tutto il mondo.
Io e le migliaia di persone che lavorano in questa “Perla del Mediterraneo” attendiamo fiduciosi una vostra risposta al nostro appello di aiuto che vi abbiamo rivolto.
Vi esprimo rispettosamente tutta la mia gratitudine,
Vostro
Emilio Iodice


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.