LATINA- Comincia la grande fuga dal commercio.In questi giorni di completa chiusura, la desolazione è al massimo. Quando si esce a fare la spesa, con la mascherina, si va di fretta, si ha paura. Appena ti guardi intorno pensi che il commercio sia davvero sull’orlo del baratro. Potremo tornare a prendere un caffè in un bar? Potremo tornare al ristorante? Intanto c’è già chi si organizza attaccando sotto i portoni dei palazzi dei piccoli manifesti con su scritto: “Prenota la colazione la sera, saremo al tuo servizio a domicilio”.

Al tempo del coronavirus accade anche che qualcuno vuole fare il il furbetto, come quel pasticcere e quel piazzaiolo che vendevano il prodotto ai passanti, senza rispettare le norme del servizio a domicilio.Eppure quella pizzeria è famosa, è qui, vicino al centro, fa la pizza napoletana in maniera egregia, ma lui ha sbagliato e non è la prima volta. Intanto Emilio Andreoli ha smantellato, lentamente, il vecchio negozio di elettrodomestici.”Dopo 52 anni è arrivato il momento di salutarci, recita un manifesto ideato proprio da Emilio “Nel nostro lavoro abbiamo messo impegno passione e amore sempre! Vogliamo ringraziare tutte le persone che si sono servite nel nostro negozio e crediamo di aver svolto un ruolo sociale importante, di aver fatto un buon lavoro. Non vi dimenticheremo.Grazie di Cuore” Qui , probabilmente, verrà aperto un negozio di ottica.

Un pò più avanti, sotto i portici del palazzo che fu dell’INPS,in Corso della Repubblica,il negozio di scarpe Geox è stato svuotato ed è apparso il cartello “Affittasi”. E pensare che il 9 marzo ho acquistato un bel paio di mocassini, scontato al 50%. Era un negozio che  vendeva, ma questo ormai non conta molto, quello che interessa è risparmiare e siccome chi lo aveva in gestione ha altri punti vendita, avrà fatto i suoi calcoli ed ha deciso di chiudere i battenti.Quanti negozi seguiranno questa strada? Quanti bar e ristoranti resisteranno alle nuove regole?

Vivere al tempo del coronavirus sarà diverso e la nostra vita è già cambiata, anche interiormente.La quarantena incide.

Ma è Latina che diventa più povera.Ma non solo Latina, ma tutte le città,tutta l’Italia ,tutto il mondo.Il futuro è incerto per tutti.Il commercialista, Renato Zangheri ha scritto una bella riflessione indirizzata al sindaco, nella quale esprime alcune linee guida per affrontare la crisi.Si, è vero, la nostra città ha bisogno di speranza e bisogna lavorare sodo per ricominciare,per ripartire.


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