E’ morta Franca Valeri, a luglio l’attrice aveva compiuto 100 anni

Indimenticabile nei suoi ruoli, dalla “Signorina Snob” alla “Sora Cecioni”. Camera ardente al Teatro Argentina a Roma e funerali in forma privata

E’ morta a Roma Franca Valeri. L’attrice aveva appena compiuto 100 anni il 31 luglio. Nata nel 1920 a Milano, di buona famiglia di origine ebraica, negli anni si è fatta conoscere come scrittrice e autrice di libri e commedie, e non più solo come attrice e comica in tv. Dalla “Signorina Snob” alla “Sora Cecioni”, sono tantissimi i ruoli indimenticabili della grande artista. La camera ardente sarà allestita al Teatro Argentina a Roma e i funerali saranno in forma privata.

A partire dalla straordinaria prova al fianco di Alberto Sordi ne “Il vedovo” (1959)come poi “Crimen” di Camerini nel 1960, anno in cui in teatro è al Piccolo nella “Maria Brasca” di Testori, e via via sarà anche in spettacoli d’autore come “Fior di pisello” di Bourdet, diretto da Giuseppe Patroni Griffi, e “Gin Game” di Coburn con Paolo Stoppa.
La popolarità arriva però con la radio e poi la tv dove divenne una delle attrazioni dei varietà firmati da Antonello Falqui. E’ l’epoca della romana Sora Cecioni, pigra e di cattivo gusto nella sua irruenza, lanciata da Studio uno e diventata un piccolo classico, assieme alla più sofisticata e milanese “Signorina Snob”.

In tv, prende parte ad alcune fiction, dalla sit-com con Bramieri “Norma e Felice”

sino ancora nel 2000, ottantenne, accanto a Nino Manfredi in “Linda, il brigadiere e…”. Il suo sguardo ironico di interprete e testimone partecipe dei cambiamenti della società italiana nella seconda metà del secolo scorso troverà un momento alto di espressione quando, dopo un esordio nel 1961 con “Le catacombe”, pochade che inverte i ruoli e rende sciocco e vanesio protagonista un uomo, negli Anni 70 comincia a scrivere e interpretare commedie proprie a cui tiene moltissimo, da “Lina e il cavaliere” a “Meno storie” o “Tosca e altre due” (divenuta anche film nel 2003) e “La vedova Socrate” sino a “Non tutto è risolto” del 2011 e “Il cambio dei cavalli” del 2014 sulle illusioni e ambiguità della vita indagando il rapporto e il passaggio tra generazioni, che la vedono in scena sino a 94 anni a Spoleto col partner sodale Urbano Barberini e il regista Giuseppe Marini, per il quale ha preso parte alle impegnative “Serve” di Genet con la Guarneri nel 2007, nonostante la lotta col male, il morbo di Parkinson, che già la affliggeva.

Intanto aveva iniziato a darsi alla musica appoggiata dal suo nuovo compagno, il musicista Maurizio Rinaldi, sia come regista lirica, sia dando vita al concorso “Battistini” per giovani cantanti.

L’attrice è morta nella sua casa di Roma circondata dai familiari; la camera ardente sarà allestita lunedì al teatro Argentina. I funerali si svolgeranno poi in forma strettamente privata. “A chiunque voglia fare un omaggio con dei fiori, chiediamo una donazione al rifugio per cani abbandonati Franca Valeri onlus, al quale teneva tantissimo”, ha detto la figlia.

Subito dopo la notizia della morte, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha voluto ricordarla così: “Ci ha lasciato una grande donna. Geniale, poliedrica, sempre in anticipo rispetto ai cambiamenti dei tempi attraversati nei suoi cento anni di vita. Lascia un vuoto ma anche una grande eredità nel cinema, nel teatro, in tutta la cultura italiana”. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di cordoglio per ” un’attrice versatile e popolare, che rimarrà nel cuore degli italiani per la sua grande bravura e la sua straordinaria simpatia”.

“Profonda tristezza per la scomparsa di Franca Valeri, un’icona del nostro teatro, della nostra cultura e spettacolo. Ci ha regalato indimenticabili momenti di comicità e di pensiero, di eleganza e di arguzia. Le siamo grati per tutti questi doni”, è il post su Facebook e Twitter del premier Giuseppe Conte.

“Diceva sempre che il suo matrimonio più riuscito era quello artistico con me: parole che mi hanno fatto sempre grande onore e piacere. Siamo state felici insieme, ci siamo divertite tantissimo”. Con un filo di voce, attraversata dalla commozione, Adriana Asti ricorda così l’amica Franca Valeri, alla quale è stata legata da un lungo sodalizio, sulla scena e nella vita, fin da ragazze. “Franca era una donna sublime, eccezionale, diversa da tutti – ha continuato – Aveva quell’ironia straordinaria, fuori dal comune, anche nella vita. Non era solo un’interprete mirabile dei personaggi che tutti abbiamo imparato ad apprezzare, consegnati alla storia del teatro e dello spettacolo. Era qualcosa di più. Aveva un’intelligenza davvero particolare, un grande spirito, un grande cervello, era una persona unica”.

Alessandra Trotta  (giornalista scrittrice)


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