In città si è spenta una luce… quella di Piermario De Dominicis

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Fra i diversi strumenti dell’uomo, il più stupefacente è, senza dubbio, il libro. Gli altri sono estensioni del corpo. Il microscopio, il telescopio, sono estensioni della vista; il telefono è estensione della voce, poi ci sono l’aratro e la spada, estensione del suo braccio. Ma il libro è un’altra cosa:  il libro è un’estensione della memoria dell’immaginazione. (Jorge Luis Borges)

 Nelle città, che rappresentano  una moltitudine di cittadini, vivono diverse persone, ognuna delle quali svolge un ruolo attivo, nei vari settori della vita civile e  politica, culturale e sociale, economica e imprenditoriale, religiosa e spirituale.

Ogni singolo individuo costituisce con la sua attività professionale una energia luminosa per l‘intera comunità, un patrimonio umano che può contribuire con la sua “luce” a illuminare strade e itinerari nuovi da intraprendere insieme per il bene comune.

Ha scritto l’archeologo e storico dell’arte italiano, Salvatore Settis, che « Le città in tre modi muoiono: quando le distrugge un nemico spietato, quando un popolo straniero vi si insedia con la forza, oppure quando gli abitanti perdono la memoria di se stessi».   Ebbene, in seguito  a questo saggio monito, è opportuno e necessario ricordare Piermario De Dominicis, appassionato di musica e letteratura, di storia e di arte; il “libraio storico della nostra comunità, che malinconicamente ci ha lasciato.

Piermario era, oltre che un una persona garbata. sempre disponibile,  con uno spiccato senso di ironia, un valido operatore culturale che da diversi anni con i suoi sapienti consigli ci illuminava, ci incoraggiava e ci stimolava a leggere libri.

Nella sua attività di promotore culturale lo abbiamo seguito dapprima nella libreria presso il Centro Commerciale “Latina Fiori” e poi nella libreria di Via Armellini. Gli incontri con Piermario erano sempre piacevoli, interessanti per i confronti stimolanti sulle novità librarie, per le aperture di nuovi orizzonti di esplorazione e di ricerca letteraria e scientifica.

Frequentare la sua libreria significava trovarsi in un luogo “magico” e privilegiato di informazione e di scoperta, di confronto e di discussione. Conversare con lui era sempre utile non solo per essere aggiornati sui nuovi saggi, romanzi, libri per l’infanzia o sulle raccolte di poesie, ma anche per confrontarsi sugli eventi caratterizzanti la vita politica e culturale della città di Latina e del Paese.

Grazie alla sua illuminante disponibilità umana e professionale, vogliamo ricordare anche che Piermario ha accolto nella sua libreria con calore e simpatia il gruppo del Laboratorio di Poesia del Centro Anziani di Latina, per una memorabile “serata di poesia”, ha promosso la presentazione di libri di autori di romanzi e di saggi che avevano come riferimento il territorio pontino, ha accolto con favore le iniziative culturali (visite, incontri, dibattiti con gli autori/autrici per promuovere la lettura dei ragazzi delle scuole della città.

L’ironica affermazione “spaccio libri” sottolinea la costruttiva azione culturale di Piermario che era accompagnata sempre da fervidi inviti a ricercare nella scelta del libro il senso della bellezza, utile per nutrire e raffinare la nostra sensibilità estetica, la nostra fantasia e immaginazione.

Intere generazioni di bambini, giovani studenti, insegnanti e appassionati di libri potranno e dovranno essere grati per sempre , grazie, a Piermario per la sua disponibilità, intelligenza per invogliare alla lettura che, come diceva lo scrittore Gianni Rodari «è quel sesto senso che va piantato, annaffiato, curato perché i libri sono semi che alimentano la mente, accrescono l’intelligenza, la creatività come il cibo irrobustisce le ossa».

Grazie, grazie Piermario, perché per il tuo “esserci stato”, per la fortuna di averti felicemente incontrato, vogliamo ringraziarti, convinti che la tua scia luminosa continuerà a illuminare tutti noi e la nostra città.

 

 

 

 


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