Le donne a teatro per contrastare la violenza

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In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, domenica 27 novembre in doppia replica alle ore 18.00 e alle 20.30, presso il Teatro Ateneo in via Piccarello 120 a Latina, Palco 19 porta in scena Donne nella rete, con il Patrocinio del Comune di Latina, della UILT e di UILT Donne. Uno spettacolo che tocca il cuore, una performance che si compone di diversi momenti interpretativi capaci di scuotere le coscienze e le sensibilità con testi, musiche, suggestioni e atmosfere che appartengono alle esperienze di donne reali che hanno avuto il coraggio di denunciare il clima di manipolazione e violenza psicologica, oltre che fisica, in cui sono vissute.

Donne nella rete, dove rete è gabbia ma è anche solidarietà, salvataggio, rifugio, per le donne in difficoltà nella dimensione privata quanto in quella pubblica. Senza scadere mai nella violenza esibita e consumata, ma fermandosi un attimo prima, la regista Simona Serino privilegia infatti la riflessione sull’impatto emotivo e sollecita la forza di reagire che può e deve attivarsi nella donna con la ‘scelta di andarsene’, prima che sia troppo tardi, rafforzando quelle risorse interne e relazionali necessarie per uscire dal silenzio della solitudine e dalla vergogna di credere ‘di essere sbagliata’.

“Il concept di Donne nella rete è nato tre anni fa – spiega Simona Serino – quando il Consultorio Diocesano ci chiese una piccola ma incisiva partecipazione al convegno di presentazione dell’apposito sportello di sostegno psicologico alle donne vittime di violenza. Da quella cellula si è sviluppato uno spettacolo vero e proprio, articolato e sincero che si snoda in un continuum che cresce in intensità per lasciare spazio, alla fine, alla fiducia nell’altro e ad uno sguardo volto all’interno del sé, per recuperare il coraggio necessario a dire basta e aiutare a farlo.”

“Da donna, tengo particolarmente a questa produzione – continua la regista e direttrice artistica di PALCO 19 – che ogni singolo interprete arricchisce con la propria sensibilità rinforzandone il messaggio. Affinché ci sia un reale cambiamento di mentalità e la necessaria presa di coscienza che si è vittime, o che si assiste, magari in famiglia, ad una manipolazione psicologica (preludio di violenze efferate) o che, ancora, si è agenti di violenza, è necessario sensibilizzare ed informare soprattutto le giovani generazioni, arrivare a dialogare con loro e offrire un quadro chiaro sulle possibilità del singolo come sulla rete di supporto che le istituzioni territoriali hanno in essere.”


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