Nati per stare insieme” si tinge di Sicilia con Cristian Benvenuto

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Siamo nel pieno centro della provincia brianzola a pochi chilometri da Monza e Milano. Nel 1700 l’edificio ospitava una vera e propria filanda con locanda annessa fino a quando, più di vent’anni fa, la famiglia Benvenuto apre il ristorante attuale dove fin da subito a dominare in tavola è stata la cucina tipica siciliana.

Oggi a guidare le cucine troviamo Cristian Benvenuto (socio Euro-Toques Italia), seconda generazione della famiglia, che porta avanti la stessa filosofia culinaria. Negli anni lo chef, grazie alla sua maturità e alla sua esperienza, ha saputo combinare i migliori prodotti della tradizione sicula, talvolta accostandoli a quelli del territorio lombardo, selezionando e studiando ogni ingrediente personalmente e dando vita ad abbinamenti creativi e sorprendenti nella loro semplicità, senza mai togliere spazio all’eleganza, in quella che lui definisce “la vera cucina siciliana gourmet”. Il rispetto del valore del cibo è espresso pienamente nell’idea di Cristian che tiene a sottolineare che «la materia prima non conosce scarto».

E qui si è svolto il sesto appuntamento di “Nati per stare insieme: Restaurant Week Ascovilo-Grana Padano”: una cena di 4 portate realizzate con le tre diverse stagionature di Grana Padano Dop in abbinamento ai vini lombardi. E come di consueto è stata preceduta da un interessante momento di approfondimento dedicato ad addetti ai lavori, giornalisti e gourmand.

Il training formativo
A moderare il tutto Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola con il prezioso aiuto di Federico Bovarini (Ais), Beppe Casolo (Onaf), Emmanuel Gozzi (Azienda Gozzi) e Alessio Inganni (Cantina Bottenago). Degustare le diverse stagionature di Grana Padano Dop, approfondirne le caratteristiche e la storia e non ultimo giocare con gli abbinamenti dei vini proposti poi in abbinamento al menu ad hoc della cena stessa.

Il Grana Padano Dop 12 mesi al naso ha nette note lattiche, di burro fresco e panna, un gusto delicato in cui affiora il sapore del latte accompagnato da leggere note vegetali; il 18 mesi è più saporito ma non piccante, un aroma che ricorda la frutta secca e il fieno e si inizia a percepire l’umami; infine l’oltre 20 mesi, gusto saporito e pieno, fragrante con note più decise e intense di frutta secca e umami più presente.

La degustazione di Federico Bovarini
“Bottinus” Metodo Classico Garda Doc Spumante Brut – Cantina Bottenago
Bollicina dall’aspetto delicato e finissimo. Al naso delicate note intense di frutta croccante bianca. Il gelsomino è spiccato e corroborante. Le erbe aromatiche concludono un naso non complesso, ma fine. Il sorso è fresco, lineare e gustoso. La bollicina pulisce il palato e la morbidezza del residuo è ben integrata. Sorso equilibrato, di buona struttura, ottimo come inizio pasto.

“D’Alloro” Alto Mincio Igt Chardonnay 2021 – Azienda Tenuta Maddalena
Al naso si comprende che è giovane e la frutta è una frutta a pasta gialla come la pesca. Piacevoli note di frutta secca intrecciate con leggeri sentori erbacei. La nota minerale, quasi solfurea è spinta. Il bocca il sorso è sapido. La morbidezza è abbondante e il frutto giallo è particolarmente maturo. Servito ad un paio di gradi in meno la piacevolezza è immediata. Finale lungo e di ottima struttura.

“Magrini” Mantova Rosso Igt 2017 – Azienda Gozzi
Colore dalla massa impenetrabile. Rosso rubino acceso con un leggero riflesso granato. Al naso tanta frutta matura, dalla susina ai frutti di bosco. Belle le sfumature di violetta. Il sottobosco è leggermente pungente, quanto la freschezza balsamica e delicatamente impepata. In bocca il sorso è ricco, pieno, strutturato. Di forza e potenza, ma calibrato con maestria. La sovramaturazione non è invasiva, anzi percepiamo ancora tanta freschezza pur essendo un 2017. Un vino importante e che pretende un’attenzione maggiore nella degustazione.

La cena
Archiviata la masterclass, ricca di spunti e curiosità, si inizia con la cena. Ad aprire le danze un amouse bouche: la “Parmigiana in pomodorino”, parmigiana ovviamente di melanzane, servita come una piccola sfera e con tutto il sapore di un classico della cucina italiana.

Antipasto, “La granita, la brioche e l’uovo (uovo perfetto, spuma al Grana Padano Dop oltre 20 mesi, granita al caffè e la brioche con il tuppo)”. Un piatto che sulla carta può sembrare ostico, ma una volta giunto in tavola cancella ogni dubbio, splendidamente bilanciato, nessun ingrediente che sovrasta gli altri e il tocco di granita al caffè che chiude tutto insieme alla dolcezza della brioche. Veramente azzeccato, come azzeccato è l’abbinamento con il “Bottinus” Metodo Classico Garda Doc Spumante Brut della Cantina Bottenago.

Il primo, “Ceppo acceso (riso Carnaroli in purezza, mandorle tostate d’Avola, basilico liquido, scampo di Mazara del Vallo, perle di tartufo e Grana Padano Dop 18 mesi)“. Un risotto a regola d’arte, dove i profumi del mare siciliano si sposano con la terra, il tartufo, leggero e mai invadente e la croccantezza delle mandorle. Ad accompagnarlo il “D’alloro” Alto Mincio Igt Chardonnay 2021 dell’Azienda Tenuta Maddalena.

“Autunno (guancia di vitello su crema di sedano rapa e Grana Padano Dop 18 mesi, purea di pere caramellate e polvere di spinaci)”. Secondo eccezionale, non la solita guancia cotta sotto vuoto, ma in padella per 7 ore e successivamente stabilizzata per 11 ore a 76°C tramite ventola d’aria calda nel suo fondo. Il risultato, consistenza e sapore unici, godurioso. In abbinamento il taglio bordolese “Magrini” Mantova Rosso Igt 2017 dell’Azienda Gozzi.

A degna chiusura di un’altra eccellente cena targata “Restaurant Week”, “La cheesecake a Caltagirone e Grana Padano Dop 12 mesi”. Bella come una ceramica di Caltagirone che quasi dispiace mangiarla, quasi, infatti si rivela un dessert ancora una volta bilanciato e rotondo, senza eccessi di dolcezza.


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