Avrebbe compiuto 27 anni il prossimo 18 giugno, Filippo Mondelli.
Un ragazzo d’oro oltre che un grande canottiere, gloria dello sport azzurro e delle Fiamme Gialle Sabaudia.

Il destino maledetto se l’è portato via oggi, al culmine di una malattia che non lascia scampo.

Un male che aveva fatto capolino nel gennaio del 2020: una patologia ossea che sulle prime sembrava potesse essere anche tenuta a bada, non impedendogli di continuare la sua fulgida carriera nel mondo del canottaggio sia da atleta che da dirigente.

Ha lottato con tutte le sue forze e il suo coraggio per sconfiggerla, ma non ce l’ha fatta a superare uno scoglio rivelatosi insormontabile.

Ed oggi la ferale notizia della sua scomparsa, dopo meno di un anno e mezzo dalla feroce diagnosi.

Che getta nello sconforto il pianeta sport Italia e il Reparto Atleti delle Fiamme Gialle Sabaudia, del quale Pippo era entrato a far parte nel 2018, coronando un sogno, dopo essersi formato alla scuola remiera della Canottieri Moltrasio.

Prestigioso il suo palmares che annovera, tra gli altri, il titolo di Campione del Mondo in quattro di coppia senior conquistato nel 2018 a Plovdiv e il bronzo mondiale sulla stessa barca nel 2019 che gli assicurò la partecipazione alle Olimpiade di Tokio 2020, mai disputate per i noti fatti epidemici.

“Zio Filip, così come lo chiamavano gli amici – scrivono i compagni di squadra delle Fiamme Gialle – ha lasciato un segno che resterà per sempre indelebile nei cuori di tutti quelli che gli hanno voluto bene e lo ricorderanno come il gigante buono capace di essere un campione, un guerriero e un ragazzo d’oro”.


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