Salvini raccoglie le firme per i referendum Radicali sulla Giustizia: Chapeau!

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LATINA- I processi politici hanno le gambe corte, come le bugie. Matteo Salvini è stato prosciolto per il caso Gregoretti dal Gup catanese Nunzio Sarpietro. Può non piacere la linea che l’ex Ministro dell’Interno ha sull’immigrazione – io la avverso, ad esempio – ma quando un uomo politico prende i voti su una politica e, giunto al Governo la applica, sta facendo semplicemente il suo dovere.

Vedremo cosa accadrà a Palermo per l’altro processo che il leader della Lega dovrà affrontare. Quella palermitana è una Procura altamente e storicamente politicizzata: basti pensare alla  farlocca “Trattativa Stato-Mafia”. Una invenzione di un ex Pm dalle evidenti fragilità personali come Antonio Ingroia. Il quale, così desideroso di portare in dibattimento la sua inchiesta, fuggì dapprima in Guatemala e, successivamente, in una azienda regionale siciliana pagato con i soldi del contribuente.

Proprio queste vicende rendono evidente l’urgenza di una profonda riforma della giustizia e del sistema giudiziario. Molti passi in avanti, rispetto al manettaro Dj Fofò alias Bonafede, si son fatti con l’arrivo in Via Arenula di Marta Cartabia.

Tuttavia, occorre accelerare e soprattutto porre fine allo scandalo che investe la Magistratura italiana. I Radicali hanno proposto, come è loro buona abitudine, ben otto quesiti referendari che, se fossero approvati dal corpo elettorale, renderebbero la giustizia italiana degna di operare nel Paese che ha dato i natali a Cesare Beccaria.

Responsabilità civile, riforma del Csm, Magistrati fuori ruolo, custodia cautelare, separazione delle carriere, trojan, legge Severino e valutazione professionale delle carriere. Su questi otto temi Matteo Salvini e la Lega hanno dichiarato che lavoreranno accanto ai Radicali per raccogliere le firme affinché gli italiani possano esprimersi.

Da ventisette anni il potere giudiziario invade, sovente con violenza, il potere legislativo ed esecutivo dello Stato. Tutto ebbe inizio con Tangentopoli, continuò con Berlusconi ed ancora un sordido desiderio di manette, dossier e giornalisti manettari condizionano le sorti della politica italiana. E’ ora di porre fine a questa anomalia.

Lungi dall’essere esaustivi, gli otto punti proposti dai Radicali – se approvati- consentirebbero di ricostruire un clima di rispetto e fiducia dei cittadini nei confronti della Giustizia. Si dovrebbe intervenire anche su altri temi, in chiave garantista: prescrizione, ergastolo, 41 bis.

Spiace constatare che la sinistra abbia scelto Travaglio mentre (l’ex) Truce si sia allineato ai princìpi liberali dello Stato di Diritto.

Chapeau.


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