Ferdinando Tripodi

LATINA – Riceviamo e pubblichiamo una precisazione del candidato con Vola Latina, Ferdinando Tripodi.

«Dopo l’articolo apparso sulla stampa nazionale il sottoscritto viene dipinto come un “calunniatore”, mi corre l’obbligo per rispetto nei confronti dei miei cittadini che hanno stima della mia persona, raccontare la verità e non delle vaghe ipotesi, riportate nello stesso articolo.

Questa è la storia:

Nel 2017 un uomo di circa 90 anni, si è rivolto alla mia associazione in preda alla disperazione raccontando di aver subito un furto da parte della nipote.

Proprio perché il mio obbiettivo è da sempre quello della tutela dei più deboli, mi sono subito attivato per prestare in un primo momento vicinanza morale e successivamente, dopo aver ascoltato i racconti dell’uomo, ho pensato per una questione di tutela dello stesso, di indirizzarlo verso un Avvocato per decidere cosa fare IN AUTONOMIA E SOPRATTUTTO SOTTO LA TUTELA DI UNA PERSONA ESPERTA, CHE NON SAREI POTUTO ESSERE IO in quanto secondo i racconti dello stesso signore, l’unico gli unici a poter fare piena luce sugli eventi erano gli Organi di Polizia Giudiziaria.

MAI, E SOTTOLINEO MAI, IO HO PRESENTATO UNA DENUNCIA QUERELA NEI CONFRONTI DELLA NIPOTE DELLO STESSO.

MAI, E RIBADISCO MAI, HO ACCUSATO LA STESSA DI AVER COMMESSO QUALCHE ILLECITO NEI CONFRONTI DEL NONNO.

MAI HO INCARICATO ALCUN LEGALE DI “ACCUSARE FALSAMENTE ALTRE PERSONE.”

A prova di ciò, nel fascicolo processuale, nonostante la procura abbia ugualmente deciso di rinviarmi a giudizio, non esiste alcun atto denuncia/querela firmata dal sottoscritto nei confronti della nipote citata nell’articolo.

Vi è di più, è bene sottolineare che nell’articolo “l’anziano signore” viene definito “vittima”, in verità è stato lui stesso a presentare la denuncia nei confronti della nipote e pertanto al massimo il “calunniatore” sarebbe stato lui e non il sottoscritto.

Credo fermamente che aver invitato un uomo che denunciava di aver subito un danno a rivolgersi alle autorità competenti è tutto tranne che un reato.

Al contrario, è la prova di quanto io sia dalla parte dei più deboli tanto da non voltarmi mai dall’altra parte nel momento in cui mi viene richiesto aiuto.

Riguardo il “processo” sono certo nella mia totale innocenza e per questo sono sereno e la mia fiducia nei confronti dei Giudici è totale.

E’ troppo facile costruire un disegno criminoso anche lì dove non sussiste, così come reputo sia stato fatto nell’articolo pubblicato da la Repubblica.

MA la Verità, come ci ricorda anche Nostro Signore, trionfa sempre».


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