LATINA – Tornano a parlare gli idonei del Concorso Asl dopo le ultime vicende che hanno portato agli arresti di un funzionario e un dirigente dell’Azienda Sanitaria Locale. «Il presente comunicato – scrivono -, sempre relativo al “Concorso pubblico per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di n. 70 posti di assistente amministrativo – Cat. C, in forma aggregata tra la ASL di Frosinone, la ASL di Latina, la ASL di Viterbo e la ASL Roma 3”, indetto con bando sul sito aziendale della ASL di Latina, Sezione “Avvisi e Concorsi”, in data 27.11.2019, per precisare quanto segue.
Nella data di ieri 21.05.2021, abbiamo appreso dai principali mezzi di informazione nazionale e locale, dei provvedimenti restrittivi cui sono stati sottoposti due dipendenti della Asl Latina, rispettivamente Presidente e Segretario della Commissione del Concorso, come sopra.
Non conosciamo, evidentemente, i fatti e, tuttavia, la rappresentazione degli eventi appare oscura e confusa, e, soprattutto, da tutto ciò che abbiamo letto ed ascoltato, emerge una commistione tra il Concorso Cat. C e l’altro, bandito sempre dalla Asl di Latina, per collaboratori amministrativi Cat. D.

Riteniamo, pertanto, assolutamente necessario ribadire che le due procedure sono distinte e separate:
Noi abbiamo sostenuto le prove di tale concorso (scritta, pratica ed orale) tra la fine di dicembre 2020 e il febbraio 2021, con regolare votazione pubblicata sul sito aziendale ASL Latina (mentre le intercettazioni tra i dipendenti Asl e alcuni candidati sono collocate nel mese di ottobre 2020, pertanto riferite al Concorso Cat. D);
Il nostro concorso è stato revocato, senza la pubblicazione di alcuna graduatoria, pertanto è impossibile determinare, a priori, la posizione di ciascuno degli idonei in un elenco ad oggi inesistente (quindi non è corretto scrivere che esistono due graduatorie nelle quali i parenti di… sarebbero ai primi posti);
La prova orale del nostro concorso, svoltasi pubblicamente, prevedeva una domanda estratta dal candidato e una domanda a piacere, per tutti, nonché la comunicazione del punteggio dei titoli, sempre pubblicamente;
I 5 soggetti indicati come vincitori del concorso, appartengono tutti alla Cat. D, a quanto ci risulta, e sono tutti collocati in ruolo;
Ad oggi, le prove dei contatti tra i candidati e i dipendenti Asl Latina riguardano il Concorso Cat. D e non il Concorso Cat. C.
Ci preme precisare quanto sopra, perché non vogliamo, in alcun modo, che i nostri nomi vengano accostati a coloro che hanno superato il concorso in maniera non leale e, ad oggi, ignoriamo se vi sia qualcuno degli idonei Cat. C, per il quale sia stato provato un contatto anteriore alle prove con i dipendenti ASL indagati ed arrestati.
Le responsabilità penali dei soggetti coinvolti in questa drammatica vicenda esulano dalla nostra personale posizione.
Noi abbiamo deciso di far valere le nostre ragioni avanti le Autorità di competenza e continuiamo a ritenere che la revoca del concorso Cat. C (delibera ASL Latina, n. 491 del 29.04.2021) abbia ingiustamente compromesso il nostro legittimo affidamento a vederci riconosciuto un posto in una graduatoria per un lavoro a tempo indeterminato.
Leggiamo ed ascoltiamo dichiarazioni varie di personaggi più o meno di rilievo, anche a carattere regionale, che non hanno speso una parola per noi.
Noi abbiamo superato onestamente le prove del concorso.
Noi, però, di fatto, non esistiamo.
Ribadiamo che non siamo stati né segnalati, né raccomandati, né aiutati da chicchessia e non possiamo accettare di ritrovarci mescolati in un minestrone dove tutti sono colpevoli e, quindi, nessuno lo è.
Siamo cittadini italiani, contribuenti, che credono ancora che un concorso pubblico possa consentire un’opportunità di lavoro, se preparato con studio e dedizione, non certo con scorciatoie più o meno legali.
Siamo stati travolti da uno tsunami di fango, senza poterci difendere in alcun modo e nessuno ha mai manifestato a noi alcuna solidarietà, nè dalla Dirigenza della Asl di Latina, né dai vertici della Regione Lazio, né da altri.
Non ci stiamo a passare per quello che non siamo.
Appena qualche settimana fa, tre di noi hanno voluto condividere la loro personale storia (e ciascuno di noi potrebbe farlo, ma non ci interessa suscitare compassione), proprio per dimostrare l’assoluta estraneità a quello che sta accadendo.
Crediamo, fermamente, nella giustizia, nella legalità, nella trasparenza e, se così non fosse, non staremmo impegnando le nostre precarie risorse economiche per ottenere il riconoscimento delle nostre legittime ragioni.
Non tolleriamo, tuttavia, che passi il messaggio per cui il superamento dei concorsi pubblici sia riservato ai soliti noti.
Non è così, noi lo abbiamo superato, tutti, onestamente, e rimaniamo a disposizione degli inquirenti, se ritenessero di volerci ascoltare, sulle modalità di svolgimento delle nostre prove.


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