Gli operai della bonifica pontina : dati e informazioni consultabili nel sito dell’Archivio di Stato di Latina

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Quanti furono gli operai della bonifica pontina? Chi erano, e da dove venivano? Da qualche settimana è possibile rispondere a queste e ad altre domande consultando la base dati pubblicata dall’Archivio di Stato di Latina all’indirizzo http://www.obp.archiviodistatolatina.beniculturali.it/OBP/local/).

Ispirata ad Ellis Island, l’archivio digitale che racconta l’immigrazione negli Stati Uniti dal 1892 al 1924 (22 milioni di record), la nostra base dati è tratta dalle informazioni anagrafiche contenute nelle 80.381 schede paga degli operai che il Consorzio di bonifica di Piscinara, di Littoria dal 1934, impiegò nei lavori di bonifica dal 1926 al 1949, ma in grandissima parte negli anni 1930-1939.

In effetti, la bonifica pontina, il prosciugamento delle terre paludose, l’appoderamento e la colonizzazione, la lotta alla malaria e la nascita delle “città nuove” sono stati oggetto di numerosi studi e ricerche, di divulgazione propagandistica e di analisi critiche, di opere artistiche e letterarie che nell’epopea raccontata da Antonio Pennacchi in Canale Mussolini hanno trovato la loro più avvincente e affascinante narrazione.

Poco s’è detto, e solo in modo tangenziale è stata toccata, invece, la questione dei bonificatori, dei lavoratori, degli operai impiegati nelle opere di bonifica.

Una lacuna, questa, che va riferita soprattutto alla scarsa disponibilità di attendibili fonti documentali di carattere seriale suscettibili di verifiche e confronti di tipo quantitativo e qualitativo.

Con la pubblicazione online degli OPERAI DELLA BONIFICA PONTINA, l’Archivio di Stato di Latina colma, almeno in parte, questa lacuna. Almeno in parte, perché la base dati riguarda solo il Consorzio di Piscinara e non comprende coloro che lavorarono, e furono molti, alle dipendenze dell’Opera nazionale combattenti, né quelli impiegati nel comprensorio posto a sinistra del Sisto dal Consorzio della bonificazione pontina che aveva quale i suoi uffici tecnici a Terracina.

Dalla base dati degli operai della bonifica pontina è possibile innanzi tutto ricavare puntuali informazioni anagrafiche dei singoli lavoratori, ma è possibile anche ottenere dati suscettibili di elaborazioni statistiche: un intreccio di tante microstorie personali che si situano all’interno di un destino collettivo, di un racconto corale che evidenzia il gran numero di luoghi da cui provenivano gli operai della bonifica pontina: dai paesi più vicini, naturalmente, ma anche dall’Emilia, dal Veneto, dal Friuli, dalle regioni che in quegli anni erano maggiormente colpite dalla disoccupazione. Una varietà di genti e una contaminazione sociale e culturale, questa, che ancora oggi costituisce uno dei caratteri identitari della terra pontina.

Le fonti e la base dati

Le informazioni che costituiscono la base dati sono soltanto quelle contenute nella prima parte delle schede ove sono registrati i dati anagrafici dell’operaio, la sua provenienza e la data di assunzione. Come si potrà vedere dagli oggetti digitali associati ai dati informativi, le schede paga contengono inoltre, in una seconda parte, la registrazione delle quindicine, il lavoro svolto nell’arco di quindici giorni dall’operaio (date della quindicina, ore di lavoro, giornate di lavoro, paga oraria, importo, trattenute assicurative, causa della sospensione del lavoro, lavoro al quale l’operaio è stato adibito) mentre in una terza parte, nel verso della scheda, sono annotati, in modo sporadico in verità, gli eventi occorsi nel periodo lavorativo (infortuni, ricoveri, licenziamenti, abbandoni, sottoscrizione della ricevuta della tessera contenente l’importo delle marche assicurative).

La normalizzazione

La realizzazione della base dati ha incontrato notevoli difficoltà, tutte riconducibili al contesto di produzione dell’insieme documentale. Le schede paga risultano infatti dalle registrazioni di prime annotazioni ricavate per lo più dalle dichiarazioni orali degli operai, spesso distorte dalla restituzione dialettale, dalla approssimativa conoscenza dell’unità amministrativa che costituiva il comune di nascita (numerose le frazioni registrate quali comuni), dalle differenti trascrizioni dello stesso termine.

Pertanto, in un numero considerevole di casi, le schede paga restituiscono, per quello che è il medesimo dato, diverse varianti, dalle più semplici a quelle meno scontate.

Per ‘pulire’ la base dati e renderla significativa è stato quindi necessario, in primo luogo, procedere alla normalizzazione dei luoghi di nascita, ed è stato poi opportuno, per consentirne la geolocalizzazione, ricondurre le registrazioni dell’epoca alle attuali unità amministrative.

La seconda attività finalizzata alla normalizzazione della base dati è consistita nel collegare tra loro quelle schede che si riferivano al medesimo operaio. Le schede paga venivano infatti redatte sulla base di un determinato e continuativo periodo di lavoro: all’operaio che, dopo aver lasciato il lavoro, vi tornava, era infatti intestata una seconda scheda, senza preoccuparsi di confrontarne le registrazioni con quelle contenute nella prima scheda. Una circostanza che, sommata al gran numero di varianti, ha richiesto una paziente e prudente analisi di confronto dei dati di una scheda con quelli registrati nelle altre schede che presuntivamente potevano essere ricondotte al medesimo operaio. Con tutte le avvertenze del caso, le 80.381 schede paga sono state quindi ricondotte a 58.852 operai, senza alcuna perdita delle numerose varianti (le varianti del cognome sono state esposte separando ognuna di esse con una barra obliqua, le varianti della data di nascita sono state separate dalla virgola mentre le altre varianti sono state riportate tra parentesi).

La pubblicazione online

La difficoltà di una integrale restituzione dei dati che rispettasse il contenuto delle registrazioni e che al contempo ne consentisse una efficace normalizzazione è stata risolta esponendo l’universo informativo della base dati in quattro diverse modalità.

La prima presenta ognuna delle 80.381 schede paga negli elementi informativi (faccette) che costituiscono i dati salienti della base dati (cognome, nome, sesso, anno di nascita, luogo di nascita, anno di assunzione, luogo di provenienza). Ogni valore è accompagnato dall’indicazione del suo peso relativo (numero di occorrenze). Per gli anni di nascita certamente errati è visualizzato, accanto all’anno, un asterisco.

La seconda modalità raggruppa le schede per operaio: sono quindi riportate le informazioni relative al numero identificativo dell’operaio, al cognome, al nome personale e a quello paterno, alla maternità, alla data e al luogo di nascita, senza omettere tutte le loro varianti.

Nella terza modalità di esposizione dei dati, si torna a visualizzare le singole schede, raggruppate questa volta per operaio, e provviste di tutte le note esplicative omesse, per semplicità, nelle precedenti visualizzazioni.

Da qui, infine, si accede alla visualizzazione dell’oggetto digitale associato a ciascuna scheda.

Il sistema, infine, rende possibile, nella scheda Eventi, la visualizzazione del diagramma dell’andamento delle assunzioni, che toccano il loro apice nel 1932, mentre nella scheda Luoghi si ha invece la georeferenziazione dei luoghi di nascita individuati in modo univoco nella base dati.

Agostino Attanasio


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