Il Vernacoliere rischia la chiusura; il direttore lancia l’allarme per salvare l’ultimo giornale satirico su carta stampata

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Il direttore Mario Cardinali. Foto La Repubblica-Firenze

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mensile di satira, umorismo e mancanza di rispetto in vernacolo livornese e in italiano.
Questo è Il Vernacoliere, un patrimonio di cui abbiamo ancora bisogno.
Mario Cardinali, il direttore, lancia un accorato appello per salvare il giornale. Il periodico satirico rischia di essere stroncato dalla crisi economica, dell’editoria e da ultima la crisi legata all’emergenza sanitaria.

Il Vernacoliere nasce nel 1982, sulle ceneri di Livorno Cronaca. Entrambi i giornali sono un’idea di Mario Cardinali che da allora non ha smesso di dirigere. Un contributo alla satira italiana sessantennale, con alla base valori mai cambiati e tanta irriverenza, essenza stessa della satira.
Il Vernacoliere è un patrimonio non solo di Livorno o toscano, ma dell’Italia tutta. Rimasto l’unico periodico satirico su carta stampata ha sempre riscosso un enorme successo nazionale, ma negli ultimi anni la situazione si è fatta più complessa. Le versioni pdf hackerate, la crisi economica e da ultimo il covid hanno colpito duramente la tiratura media del mensile che adesso ha bisogno del sostegno di tutti, in nome della libertà di stampa e della satira.

Cardinali, per scelta editoriale, ha sempre rifiutato qualsiasi tipo di pubblicità, sostenendo il giornale con i soli proventi delle vendite e degli abbonamenti. Ma se non vi sarà un incremento dei lettori questo potrebbe non bastare più e le porte sugli Scali del Corso 5 si chiuderebbero per sempre, lasciando un vuoto incolmabile. L’appello dei Vip che hanno a cuore la testata non è mancato: Ballantini di Striscia La Notizia, il calciatore Alessandro Diamanti, il vignettista Vauro, la giornalista Concita De Gregorio e il regista Francesco Bruni.

Per salvarlo e dare una boccata d’ossigeno servono almeno 5.000 abbonamenti in più, ha dichiarato Cardinali. Salvarlo significa salvarci, salvare il meraviglioso diritto di opporsi, opporsi sulla carta stampata, provocando risate amare cariche d’impegno politico e sociale. A molti non piace, troppo spinto. Eppure anche loro hanno il dovere di salvarlo, perché Il Vernacoliere è parte della storia e della cultura di un popolo che resiste. Contro i potenti, contro i prepotenti, contro le malefatte dei palazzi di potere, sempre al fianco dei più deboli. Senza paura di offendere, anche chi è molto più potente, una resistenza silenziosa ma scritta chiaramente, con il linguaggio di chi vive le città. Adesso è compito nostro salvare questo capolavoro di libertà, per far sì che Il Vernacoliere non lasci in noi un ultimo sorriso, il più amaro di sempre.

Una prima pagina de Il Vernacoliere

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