Economia e covid: ristori per la montagna, respinta mozione di Fratelli d’Italia

Il Consiglio regionale boccia l’atto, illustrato da Diego Petrucci, con 17 voti contrari e 14 favorevoli

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Il monte Amiata in uno scatto di Dove sciare

FIRENZE – No dell’Aula di palazzo del Pegaso ad una mozione illustrata dal primo firmatario Diego Petrucci (Fratelli d’Italia), che impegnava la Giunta regionale a farsi promotrice presso il Governo per l’attivazione di immediati ristori per la montagna ed indennizzi proporzionati ai danni subiti dai gestori degli impianti sciistici per le mancate riapertura.

L’atto, inoltre, impegnava l’esecutivo a sostenere iniziative e strategie efficaci e immediate, anche mediante percorsi normativi ad hoc, al fine di preservare e tutelare l’economia, l’occupazione e il tessuto sociale della montagna.

Nel presentare la mozione, il consigliere ha ricordato come, dal mese di novembre 2020, inizio della stagione sciistica, si è assistito a continui rinvii fino al 15 febbraio, data prevista per la possibile ripartenza, ma che dal 14 febbraio, con la Toscana entrata in zona arancione, è scoccata la “beffa: la decisione governativa di rinviare l’apertura al 5 marzo”. Petrucci ha anche proposto di candidare Abetone-Cutigliano a capitale toscana della cultura, una “suggestione per dimostrare la vicinanza alla montagna”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera Luciana Bartolini (Lega), che ha sottolineato come le aree interne abbiano bisogno di politiche coraggiose e capaci di andare incontro a tutte le categorie.

Marco Niccolai (Pd) ha invece richiesto il rinvio della mozione nella commissione per le aree aree interne della Toscana, visto il lavoro in progressO e condiviso da tutti i commissari sulle stazioni sciistiche e sulla montagna.
Su questa proposta si è acceso un dibattito, che ha visto gli interventi del primo firmatario, nonché dei consiglieri Francesco Torselli e Vittorio Fantozzi, sempre di Fratelli d’Italia, conclusosi con la messa in votazione del provvedimento.


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