Quale futuro per le Terme di Montecatini? La Regione cerca una soluzione per scongiurare il fallimento

Audito, nella commissione presieduta da Alessandro Capecchi (FdI), l’assessore alle “Infrastrutture digitali, rapporti con gli enti locali e sicurezza” Stefano Ciuoffo in merito alla situazione della società

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FIRENZE – Situazione delle Terme di Montecatini Spa e relativa procedura di dismissione delle quote societarie, con l’audizione di Stefano Ciuoffo, assessore alle “Infrastrutture digitali, rapporti con gli enti locali e sicurezza”, in commissione Controllo, guidata da Alessandro Capecchi (FdI).

“La fotocopia dell’assegno da 100 mila euro è rimasta tale e il percorso, avviato nei mesi scorsi, per la sottoscrizione delle quote di maggioranza della società Terme di Montecatini Spa è terminato con la conclusione dell’istruttoria svolta da parte dell’amministratore unico: il bando è stato chiuso poiché rimasto senza esito”.

Questa la situazione, illustrata da Ciuoffo, con una società che presenta un debito di 14 milioni nei confronti delle banche e di 10 milioni nei confronti di soggetti terzi, quindi una situazione che va oltre la condizione di continuità. “Inviteremo l’amministratore unico a cautelarsi e cautelarci – ha assicurato l’assessore – intanto dobbiamo avviare un percorso di messa in sicurezza, magari attraverso la liquidazione, con l’eventuale nomina di un amministratore con funzioni di liquidatore, dismettendo il patrimonio immobiliare, intercettando soggetti pubblici come possibili acquirenti, mantenendo le condizioni dei servizi e i livelli occupazionali”. Una tabella di marcia che vede la Regione agire di concerto con l’amministrazione comunale di Montecatini, come ribadito dallo stesso Sindaco, Luca Baroncini: “Da Statuto è necessario un accordo tra i soci, anche per un segnale di credibilità all’esterno, troveremo una soluzione condivisa per scongiurare il fallimento della società, anche attraverso un intervento straordinario governativo: non ci abbandonate, ne va della chiusura di una intera città”.

Su questa linea si sono espressi i consiglieri intervenuti, che hanno anche chiesto – come Silvia Noferi (M5S) – se siamo in tempo per modificare l’indirizzo del Consiglio regionale: liquidazione della società entro il 31 dicembre, come specificato nel Defr. “Ne sarei felicissimo – ha risposto l’assessore – ma la società non solo non è in grado di ripianare il debito, ma produce disavanzo da tempo, quindi c’è bisogno di uno scudo che metta in condizione di onorare i debiti contratti nel passato: non ho elementi per chiedere sei mesi di proroga”. Ma il quadro va analizzato da due punti di vista, come ricordato da Elisa Tozzi (Lega): da un lato il profilo tecnico, con la messa in liquidazione, dall’altro il profilo politico: “non si arriva al dissesto dalla sera alla mattina e la Regione non può certo tirarsi indietro”. Non solo: il Tettuccio è stato recentemente dichiarato patrimonio dell’Unesco e c’è un intero territorio che aspetta risposte concrete, come sottolineato nel corso del dibattito.

“Al di là del problema occupazionale della società c’è un indotto e un patrimonio immobiliare importante da tutelare – ha dichiarato il presidente Capecchi – ogni azione presuppone una convergenza tra Regione e Comune, e potremo cogliere l’occasione per chiedere al Governo di valutare un intervento eccezionale in materia di società partecipate; tuttavia i termini sono stretti: convocazione dell’assemblea ordinaria il 30 dicembre, e la Regione dovrà arrivare a quella data con un progetto strategico chiaro”, ha affermato, chiedendo che alla commissione sia inviato anche il Bilancio 2020 delle Terme, insieme ai verbali dell’Assemblea, in particolare l’ultima convocata che potrebbe essere anche straordinaria. “Compatibilmente con le norme, sta alla politica prendersi e onorare gli impegni”, ha concluso Capecchi, ringraziando l’assessore e dandosi appuntamento a dopo il 30 dicembre.


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