Raggiunto l’Accordo da Unione Europea e Stati Uniti sui Dazi, Acciaio e Alluminio

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Mario Draghi

Accordo raggiunto da Unione Europea e Stati Uniti sui dazi su acciaio e alluminio. La decisione, che coincide con il Summit G20 di Roma, si legge nella nota di Palazzo Chigi, conferma l’ulteriore rafforzamento in atto delle già strette relazioni transatlantiche e il progressivo superamento del protezionismo degli scorsi anni. Il presidente del Consiglio esprime “grande soddisfazione” e “auspica che questo accordo sia un primo passo verso un’ulteriore apertura degli scambi tra UE e Stati Uniti, per favorire la crescita di entrambe le economie”.

Nei Paesi ricchi quasi 3 persone su 4 hanno ricevuto la prima dose, ma in quelli poveri si crolla al 3%. Sì all’imposta globale per le multinazionali. Per Biden si tratta di un «accordo storico». Si negozia sulle emissioni, ma sul clima c’è tensione.

Un impegno ambizioso per appianare le diseguaglianze sui vaccini, cui dovranno seguire però i fatti. Un accordo sulla tassa minima globale per le più grosse corporation, iniziativa portata avanti dalla Casa Bianca che ha avuto più successo a venderla nel mondo che nel Congresso Usa. Nessun passo avanti per ora sui cambiamenti climatici. Si conclude così la prima giornata del G20 dei leader a Roma . Il summit è iniziato con il benvenuto del presidente del Consiglio Mario Draghi ai capi di stato e di governo , salutati uno per uno, al loro arrivo alla Nuvola dell’Eur — chi con un quasi-abbraccio come Joe Biden o Emmanuel Macron, chi come Jair Bolsonaro con sorrisi a distanza di sicurezza. Poi la «foto di famiglia» con il personale sanitario.

Oltre il 70 per cento della popolazione nei Paesi ricchi ha ricevuto almeno una dose di vaccino mentre nei più poveri questa percentuale crolla al 3 per cento, ha detto Draghi: differenze «moralmente inaccettabili che minano la ripresa globale». I leader si sono impegnati a raggiungere l’obiettivo, indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità, a vaccinare il 40 per cento della popolazione globale entro il 2021 e il 70 per cento entro la metà del 2022. Ma per farlo davvero saranno necessarie non solo promesse di donare dosi, ma tra le altre cose una effettiva prevedibilità nella loro consegna, investimenti anche nella ricerca, l’abbattimento di barriere commerciali.

Alessandra Trotta

( giornalista e scrittrice)


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