Il Buongiorno Dell’Amico avvelenato…

Il buongiorno del nostro Evandro Dell'Amico

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La Farmoplant - Foto l'Eco della Lunigiana

Buongiorno, nel documentario Il Pericolo e l’attesa, mio padre Bruno Dell’Amico, cineasta di Carrara di cui tratteggio la carriera nel mio ultimo libro L’artigiano dell’immagine ( non presentato ancora in pubblico, causa pandemia covid 19) dava resoconto del “Convegno Nazionale sui problemi dell’inquinamento atmosferico e delle acque da lavorazioni industriali e sull’igiene del lavoro” indetto dal Comune di Carrara nel maggio del 1966. Ebbe tra gli organizzatori il Dr. Umberto Bertoloni, ex partigiano, Responsabile dell’ Ufficio d’Igiene di Carrara e dal Prof. Antonio Previtera, docente universitario, direttore dell’Ufficio Igiene e Profilassi della Provincia di Massa Carrara.

Il film, girato nella Zona Industriale Apuana ( dotata di polo chimico ed istituita come Consorzio con la legge n. 343 del 5 gennaio 1939 dal governo di Benito Mussolini) tratteggiava, delucidava ed analizzava i pericoli dell’inquinamento atmosferico, delle acque, dei terreni e gli effetti sulla salute umana da ambiente di lavoro malsano, nonché le malattie da rumori, intensi ritmi lavorativi, sulla scorta degli interventi di relatori di fama nazionale e di funzionari del Ministero della Sanità. Il documentario ebbe grande successo di pubblico, fu premiato in concorsi nazionali e fu proiettato a Roma al Ministero della Sanità, in onore al Ministro Luigi Mariotti che aveva presenziato al Convegno dal lunghissimo titolo sopracitato. A Massa Carrara, come testimone di eventi tragici causati dalle “industrie dei veleni, posso affermare, oggi, incontrovertibilmente, che nessuno potrà mai dire “Non sapevamo!

Leggo in data 6 gennaio 2021, per l’Epifania, sulla cronaca di Massa de La Nazione l’articolo di Francesco Scolaro “Ex FERROLEGHE : la bonifica la pagheremo noi”, con il commento “oltre il danno la beffa : chi ha inquinato è sparito e non può più essere chiamato in causa. Il conto “salato” da saldare resta ai cittadini.

Noi, apuani, eredi di fieri popoli che seppero tenere testa agli allora “padroni del mondo”, i Romani, siamo stati, dalla fine degli anni ’30, le vittime predestinate di fabbriche pubbliche e private, produttrici di emissioni velenose e di rifiuti tossici che hanno inquinato terreni e falde acquifere. Nella Z.I.A. si insediarono industrie chimiche, produzioni di pesticidi, ferro-leghe, metalmeccaniche, cemento-amianto, una cockeria, oltre alla lavorazione del marmo. La Farmoplant aveva rilevato le attività dello stabilimento Montedison che produceva fertilizzanti azotati, chiuso nel 1972 per obsolescenza degli impianti, e riaperto nel 1976 l’impianto Farmoplant per la produzione, tra gli altri, di Rogor (dimethoate), Mancozeb, Trifluralin, Cidial, Atrazina, Parathion (alcuni di questi pesticidi saranno vietati negli anni ’90 per la loro tossicità sull’ambiente e sulle persone). Entra anche in funzione un inceneritore per lo smaltimento di reflui di produzione con tecnologie che solleveranno nel tempo molte proteste, dubbi sulla capacità di abbattimento degli inquinanti, e proteste per l’incenerimento di prodotti tossici provenienti dall’esterno della fabbrica. A causa di una serie innumerevole di incidenti (42 nel totale finale!) ricordo che, a latere dei partiti e delle OO.SS. tradizionali si costituì l’Assemblea permanente dei cittadini di Massa e Carrara davanti alla Farmoplant, nata all’indomani dell’incendio al magazzino di Mancozeb avvenuto il 17 agosto 1980 (ricordo il funesto evento  in quanto mi trovavo in servizio al Pronto Soccorso dell’ Ospedale di Massa ad accogliere gli intossicati). Nella suddetta Assemblea Permanente confluirono vari comitati pre-esistenti, che già svolgevano attività di informazione e protesta nel campo della difesa della salute. L’assemblea fu un raggruppamento a carattere informale, che manterrà sempre una forte impronta militante, dall’organizzazione di sit-in e manifestazioni contro lo stabilimento Farmoplant, alla capillare opera di controinformazione, spesso in collaborazione con Medicina Democratica. L’adesione all’assemblea era individuale e slegata dai partiti politici. L’assemblea ebbe sempre un carattere orizzontale, spontaneo e trovò nel Prof. Marcello Palagi (insegnante al liceo artistico di Carrara) un punto di riferimento ed una inesauribile fonte di elaborazione di documenti, volantini, mozioni. Egli è rimasto oggi la memoria storica vivente di quei tragici avvenimenti che ebbero il sostegno di scienziati come Giulio Alfredo Maccacaro, Luigi Mara e Giorgio Nebbia.

Dopo innumerevoli mobilitazioni si arrivò  al Referendum di iniziativa popolare nei comuni di Massa, Carrara, Montignoso (circa 142.000 abitanti) per chiedere la chiusura della Farmoplant, del suo inceneritore, dell’ANIC Rumianca e la bonifica dell’area. Il referendum si svolge il 25 ottobre del 1987. La partecipazione degli aventi diritto al voto fu del 74,85% con il 71,69% dei votanti pronunciatisi a favore del quesito A, sulla chiusura, lo smantellamento e la bonifica degli stabilimenti Farmoplant, il 28,39% dei votanti pronunciatisi a favore del quesito B, per la trasformazione e alla diversificazione produttiva. Dopo una serie infinita di vicissitudini amministrative e giudiziarie, la Farmoplant venne messa in liquidazione nel 1988 e chiusa definitivamente nel 1991. Gli effetti sulla salute dei cittadini di Massa Carrara furono monitorati in una pubblicazione del 1990, a cura della ASL2 di Massa Carrara, forniva il risultato del lavoro della Commissione Epidemiologica insediata dalla ASL per volontà del Dipartimento Sicurezza Sociale e Sanità della Regione Toscana, in collaborazione con IFC -CNR- e Istituto Superiore di Sanita. Questo lavoro metteva in evidenza le problematiche che sarebbero più avanti state confermate nell’ambito dello studio epidemiologico descrittivo Sentieri che prende in esame la mortalità nei comuni italiani dove sono presenti 44 grandi siti inquinati e comprende il territorio e la popolazione dei due comuni di Massa e Carrara, per il periodo 1995-2005. Negli uomini emergevano eccessi di mortalità per il tumore del polmone, della pleura, del sistema emolinfopoietico e del sistema circolatorio. Nelle donne eccessi per tutte le cause assieme, per malattie dell’apparato digerente e genito-urinario. Sia per gli uomini che per le donne emergeva un eccesso di mortalità per tumore del fegato. Lo studio Sentieri è stato ripetuto per la mortalità per il periodo 2006-2013. La Provincia di Massa Carrara ha finalmente dal 2020 un registro specifico per le morti da tumore. Nella Provincia di Massa sono stati istituiti, nel corso degli anni, due siti per le bonifiche in Z.I.A., suddivisi in SIN (di interessi nazionale e più inquinati) e SIR (di interesse regionale che, se vi fossero i finanziamenti necessari potrebbero essere disinquinati con minori difficoltà).MORALE. Per tornare al documentario paterno citato in premessa, dopo l’esposizione del pericolo, l’attesa è stata vana: i risarcimenti, alla fine di estenuanti cause legali intentate da Regione Toscana, Comuni di Carrara e Massa sono stati esigui o inesigibili. Le bonifiche sono ancora in alto mare. Quell’osceno scambio tra pane e morte, rimarrà sulla coscienza di un’intera collettività che non ha voluto, potuto o saputo resistere alla prepotenza criminale del profitto capitalistico.

In memoria delle vittime delle fabbriche dei veleni, nel novembre 2016, in un Cineforum organizzato presso il Cinema Garibaldi di Carrara, fu riproposto il profetico ma disatteso filmato di Bruno Dell’Amico.

 


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