Ponza, l’eccessiva conflittualità danneggia la prossima stagione turistica

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Denunce, querele, tribunali, ricorsi, liti, conflittualità in servizio permanente effettivo, cosa sta succedendo a Ponza in un momento così difficile? Si discute di serie criticità, il dibattito e aperto ma sinora non si è giunti a nulla di positivo. Tutte le componenti dell’isola dovrebbero riflettere attentamente e trovare un modo per superarle, tutti assieme, senza le croniche divisioni o polemiche. Un cambiamento è possibile a Ponza solo partendo da una coraggiosa presa di coscienza dei singoli cittadini e degli amministratori comunali, cui dovrebbe seguire un importante confronto immediato per valutare la realtà e guardare alla crescita. E’ indispensabile avere un unico un unico e identico scopo, confrontarsi liberi da giudizi e pregiudizi, lavorare insieme per fare bene, senza volere primeggiare o puntare all’ incarico prestigioso, sempre consapevoli delle proprie capacità e dei propri limiti. Essenziale il rispetto reciproco. Puntare sulle nuove generazioni è fondamentale, i giovani possiedono abilità ed esperienze di vita che possono rafforzare ciò che facciamo e il modo in cui agiamo. Valorizzare per accrescere le opportunità di successo anche in prospettiva futura, un salto di qualità. L’isola resta umiliata da collegamenti inadeguati con la presenza di navi obsolete con Formia come unico porto utilizzato e merci non arrivano se non accompagnate come prevede la normativa. Laziomar non aiuta gli isolani a vivere serenamente. Ponza purtroppo comincia a svuotarsi al termine della stagione turistica, durante il periodo invernale i residenti saranno poco più di mille. Il continuo spopolamento dell’isola ha vari motivi, in primis la sanità. I medici e gli operatori sanitari del poliambulatorio sono encomiabili e preparati ma manca un ospedale attrezzato a ogni eventualità, a differenza di Pantelleria e Lipari, che possa garantire un’adeguata assistenza sanitaria. Talvolta l’elicottero del 118 o dell’Aeronautica militare non può atterrare per le cattive condizioni atmosferiche, per questo molti anziani preferiscono il Golfo di Gaeta, con la presenza di strutture sanitarie e mezzi diagnostici adeguati e rapidi. Mancano: cinema, teatro e centro congressi, biblioteca, musei, centro sociale per anziani, l’unica storica libreria, il Brigantino, ha deciso di vendere altre cose. Eventi come Ponza in Tavola, lo stracquo – un unicum in Italia – il premio Benemerito Ponziano, Ponza d’Autore al Santa Domitilla, tornei sportivi in tante discipline sono solo un ricordo. Occorre puntare su eventi di spessore, specialmente musicali. Non sono state mai risolte questioni importanti come la riapertura della famosa spiaggia di Chiaia di Luna e del tunnel romano, la costruzione di un porti turistico a Le Forna, barriere al porto borbonico per difendersi dal minaccioso levante, l’area ex Samip è abbandonata dal 1975, anno di chiusura della miniera, la Villa della Tortore rimane un rebus da decifrare. Il turismo congressuale potrebbe essere una grossa opportunità di crescita ma non decolla. Nel campo dello sport esiste una scuola calcio per bambini, si pratica la danza, si svolge un torneo di il calcio a 5, competizioni di carte a coppie. A Ponza non esiste una piscina coperta, un maneggio, il campo da tennis non vede presenze di appassionati, il bel palazzetto dotato i parquet è solo un ricordo dopo la distruzione avvenuta anni fa causa il forte vento. senza collegamenti adatti e convenienti è impossibile stare sereni, presto arriveranno le tanto attese festività pasquali, l’inizio classico della stagione turistica. Sono pronti a Ponza per accogliere i vacanzieri, cosa verrà offerto, è stato stilato un programma? Il collegamento con Anzio (il porto più vicino a Roma, con stazione ferroviaria) viene soppresso a settembre, almeno nel fine settimana potrebbe funzionare per trascorrere un piacevole week end. Analoga la situazione da Terracina; rimangono attivi tutto l’anno i precari collegamenti con Formia. Non c’è da stare allegri, solo le sinergie possono aiutare.


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Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.